socialista

far west, marco di lello, commissione antimafia“Inseguire la destra arretrando sul terreno della civiltà giuridica è due volte sbagliato, perché da oltre duemila anni l’Italia è la culla del diritto e perché non ci porterà neanche un voto in più. La sicurezza personale può e deve garantirla solo lo Stato, altrimenti si va diritti nel Far West” – così il deputato socialista del Pd e Segretario della Commissione Bicamerale Antimafia Marco Di Lello sulla proposta di legge che modifica l’art. 52 del codice penale.
“Non mi risulta un’emergenza in questa direzione e legiferare sotto la spinta di un (presunto) sentimento popolare è sempre sbagliato: la norma attuale è chiara e consente al Giudice di valutare caso per caso. Ogni paletto normativo rischia di rivelarsi controproducente in ogni direzione” – ha concluso Di Lello in Commissione Giustizia della Camera
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“Con il DM 496/2016 è stato predisposto un piano di immissione in ruolo per i docenti iscritti nella graduatoria di merito infanzia del concorso 2012 per sanare la disparità di trattamento che avevano subito a causa del mancato inserimento nel piano di assunzioni straordinario previsto da La Buona Scuola. Ancora oggi, a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, però nelle regioni Sicilia, Campania e Calabria le proposte di assunzione risultano complemente insufficienti per coprire il totale assorbimento delle graduatorie. Le possibili soluzioni per sanare questa situazione sono molteplici. È dunque urgente un confronto con il Ministero al fine di mettere in campo quelle più idonee prima che avvenga la pubblicazione delle nuove graduatorie 2016. Potenziamento Infanzia e Piano 0/6 gli strumenti per svuotare definitivamente le Gae e completare così il piano assunzionale della Buona Scuola. Quello che non possiamo accettare è un meccanismo che tra i docenti scelga figli e figliastri” – così in una nota il deputato Pd Marco Di Lello.

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marco di lello, socialisti & democratici“Se qualche forza politica, nel disperato tentativo di raccattare qualche voto, ha cambiato idea rispetto alla mediazione Ermini, questo non può condizionare il Pd. Noi Democratici socialisti e garantisti  voteremo contro ogni ulteriore modifica tanto dell’59 c.p. quanto, a maggior ragione, dell’ art. 52 c.p. Facendo leva sulla paura la Lega, goffamente inseguita da Ncd, vorrebbe farci tornare indietro non di due secoli, ai tempi del Far West, ma di quasi 4000 anni, ripristinando il Codice di Hammurabi. Tra la Civiltà e la Legge del Taglione non ho dubbi su da quale parte stare.”- Così Marco Di Lello deputato socialista del Pd e Segretario della Commissione Bicamerale Antimafia.

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REBUS AMMINISTRATIVE PER TUTTI I PARTITI

by Socialdem on

marco di lello, socialisti e democratici, elezioni amministrative, napoliIl Pd guarda con fiducia Milano ma, tra le grandi città, rischia a Roma e Napoli. Anomalo il caso di M5S che rinuncia ai suoi nomi forti 

Le iniziative pubbliche del fine settimana appena trascorso, con la Lega e parte del centrodestra a Bologna e una parte della sinistra a Roma, restituiscono un’immagine alquanto frammentata dei partiti e delle tradizionali coalizioni.

Sinistra estrema e pentastellati accusano Salvini e Meloni di aver fatto squadra con il migliore alleato di Renzi, cioè Berlusconi, per sfidare la truppa renziana che si presenterà alle comunali. Dal centrodestra le cannonate invece sono soprattutto all’indirizzo di Angelino Alfano.

A soli sei mesi dal voto, la sola certezza che accomuna quasi tutte le forze politiche e le rispettive coalizioni, è il dubbio. Sui nomi, sugli alleati, sulle modalità di scelta dei candidati. Primarie si, primarie no, è il dilemma che sta tenendo sulle spine, per esempio, il Pd a Napoli, con un Antonio Bassolino sempre più determinato a spingere sul pedale delle consultazioni primarie, convinto della forza che gli potrà conferire il ricordo nella gente della sua esperienza da sindaco e protagonista di quel periodo che fu soprannominato come rinascimento napoletano. Contro di lui una frangia del partito che, come accaduto anche per la candidatura di De Luca alle regionali, potrebbe far leva sulla possibilità di evitare le primarie facendo confluire i due terzi della direzione su un unico nome. Ma quale nome? Non si sa. O meglio, ne sono stati snocciolati e bruciati diversi, senza aver trovato, fino a oggi, la disponibilità di un soggetto abbastanza forte da poter spazzare via la suggestione Bassolino.

Quella del movimento di Grillo, in verità, è una posizione anomala in questo momento. In quanto, pur avendo il conforto dei dati e uomini rappresentativi nelle proprie città, come Di Battista a Roma e Di Maio a Napoli, decide di ricorrere a soluzioni alternative mettendo a rischio il risultato finale. C’è chi dice che il Movimento 5 Stelle abbia paura di vincere nelle grandi città.

Modello Milano
Il deputato Marco Di Lello, ex coordinatore nazionale della segreteria del Partito socialista Italiano, offre una lettura lucida del contesto nazionale con un riferimento particolare alle tre grandi città. “I partiti arrivano in una situazione di debolezza a questo appuntamento del 2016 – dice Di lello -, non è un fatto positivo perché rischia di ripercuotersi anche sull’offerta dei candidati che saranno messi in campo. Chiaramente attualmente è un risultato da tripla, nel senso che chiunque ha la chance di vincere. Noi dobbiamo mettere in campo il prima possibile le nostre candidature. A Milano si parte da una esperienza di governo comunque positiva e da Expo che ha dato ulteriormente forza alla credibilità del centrosinistra, per cui sarà più semplice arrivare a un ragionamento che vada anche nel senso della continuità sempre, però, sapendo parlare alla città, ma lì sono fiducioso. Non altrettanto lo sono per Roma, dove c’è una situazione di difficoltà. Marino ha lasciato macerie che si aggiungono alle macerie morali ereditate da Alemanno. E ci sarà una condizione di vantaggio per facili populismi che rischiano di ottenere la risposta di pancia dei romani. A Roma dobbiamo offrire una candidatura che sappia restituire fiducia alla città, con elementi di onestà e capacità di governo, perché poi l’esperienza Marino ha dimostrato che non conta essere onesti e perbene se poi non sai amministrare. Infine a Napoli – conclude Di Lello – in risposta all’offerta populista e demagogica sia di De Magistris che dei grillini, spetta a noi il compito di offrire una proposta e riformista, approfittando anche della straordinaria debolezza, in città come nel resto del Paese, del centrodestra”.

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