referendum costituzionale

“La richiesta di apertura di indagine in seno alla Commissione Bicamerale Antimafia sul Presidente della Campania è palesemente infondata e chiaramente strumentale. È evidente che i grillini, sotto indagine per falso a Palermo come a Bologna provano a buttarla in caciara, ma non si può consentire a nessuno di strumentalizzare un’istituzione come l’ Antimafia, per questo abbiamo votato contro la richiesta.” Così Marco di Lello deputato socialista del Pd e Segretario della Commissione Bicamerale Antimafia

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“Complimenti al Governatore De Luca che ha voluto una iniziativa di alto profilo che mette il Mezzogiorno al centro dell’agenda politica, solo provata a sporcare da un manipolo di protestanti al soldo di chi continua a fare battaglia politica sulla pelle dei napoletani.” Così Marco di Lello deputato Pd e Segretario della Commissione Bicamerale Antimafia a margine della visita di Renzi a Napoli. “Si ergono a paladini della Democrazia e poi impediscono ai cittadini di andare ad ascoltare il Premier: ma sono questi i No che danno ancora più forza alle ragioni del Si” ha concluso Di Lello

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Le ragioni del Referendum“I socialisti italiani si proposero di riformare la Costituzione superando il bicameralismo perfetto già nelle tesi congressuali del 1981. Dopo 35 anni possiamo passare dalle parole ai fatti. E per il riformismo italiano c’è un compito straordinario in più : quello di arginare i populismi che stanno proliferando in tutta Europa per la incapacità di rispondere con politiche alternative a quelle all’insegna dell’austerity della destra continentale ” così Marco di Lello deputato socialista del Pd ha introdotto i lavori del convegno organizzato dai Socialdem “Le ragioni del Referendum “.
Sul palco nell’affollata sala del circolo artistico politecnico di Napoli si sono poi succeduti Giuliano Ferrara Claudio Martelli Valerio Onida e Vincenzo De Luca che ha concluso il lavori.

 

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francesca Casterllani S&DIl 4 dicembre saremo chiamati alle urne per votare SI o No al referendum sulla Riforma Costituzionale. Con la vittoria del Si oltre al superamento del bicameralismo paritario ci sarà l’abolizione della riforma del titolo V della Costituzione. Personalmente io non riesco a comprendere perché non votare Si ad una riforma che porterà aspetti positivi anche alle politiche sociali e alla sanità , materie importanti che toccano indistintamente tutti i cittadini nessuno escluso. Infatti con la vittoria del Si verrà attribuita la potestà legislativa allo Stato di queste materie dopo che la riforma del 2001 l’aveva interamente attribuita allo Regioni.
Attualmente abbiamo 21 sistemi regionali di Welfare che obbligatoriamente creano difformità e quindi disparità nella tutela dei diritti e nell’accesso delle prestazioni. Siamo tutti cittadini Italiani ed europei come può essere possibile che un cittadino della Calabria possa avere diritti diversi da quelli della Lombardia? Bisogna fare attenzione perché questo non significa ledere l’autonomia delle singole regioni e conseguentemente danneggiare le più virtuose, ma permettere allo Stato di avere un coordinamento non invasivo supportando le realtà locali e impedendo che ci possano essere costi sociali elevati a carico dei cittadini.
Volevo anche sottolineare che la modifica del 2001 in alcuni casi ha bloccato iniziative nazionali di politica  sociale per i numerosi conflitti di attribuzione di potere fra le Regioni e lo Stato. Ad esempio  pensiamo alle numerose riforme del mercato del lavoro di stampo europeo che si sono succedute nell’arco del tempo che a causa della rforma del capitolo V della Costituzione sono state rallentate e in alcuni casi inapplicate
Concludo affermano che bisogna sempre tendere al bene comune  e votare pensando a questo e non a fare il dispetto a qualcuno, perché poi in realtà  lo si fa  solo a noi stessi. Questa a mio parere è una riforma auspicabile che rafforzerà la  nostra Sanità e  la nostra rete di protezione  sociale, basandosi su principi di equità ed uniformità su tutto il territorio nazionale.

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Italia che dice SI“Sono molto soddisfatta nel vedere nascere un comitato animato da giovani lavoratori che sperano in una riforma adeguata ai tempi che corrono. Questo nuovo comitato è nato a Martignana, Corciano e coordinato dalla dott.ssa Teresa Turano.
Oltre al superamento del bicameralismo perfetto ed altre innovazioni la vittoria del Si al referendum porterebbe l’abolizione della riforma del titolo V della Costituzione.
Attualmente le Regioni in materia di professionisti esercitano la potestà legislativa invece lo Stato stabilisce i principi generali.
Questo porta ad una normativa diversa da Regione a Regione ed i conflitti di competenza tra Stato ed enti locali possono portare alla dichiarazione di incostituzionalità di diverse disposizioni regionali.
Con la modifica voluta dal parlamento e posta all’approvazione del corpo elettorale verranno  eliminate le cosiddette “materie concorrenti” quelle su cui oggi hanno diritto di intervenire sia lo Stato che le Regioni e quindi la maggior parte di esse diventerebbe di competenza  esclusiva dello Stato.  Posso ricordare l’ ordinamento delle professioni, il coordinamento della finanza pubblica e del sistema fiscale, la previdenza, la tutela e la sicurezza del lavoro, la ricerca scientifica e tante altre materie.
Spero che da qui alla data prossima al Referendum nascano altri comitati e soprattutto che i cittadini capiscano che ci meritiamo questa Riforma”

Francesca Castellani (Coordinatrice regionale S&D dei comitati del Si Umbria)

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francesca Casterllani S&DCon estremo entusiasmo annuncio la nascita di un altro comitato per il si ” Medici per il si S&D-UMBRIA”
Con la vittoria del si al referendum avverrà la riforma del titolo V della Costituzione e del sistema bicamerale portando delle novità anche in materia di Sanità. Viene infatti meno la legislazione concorrente tra Stato e Regioni e si ristabilisce un primato statale nelle decisioni di politica Sanitaria. Pertanto le componenti statali si ampliano prevedendo l’esclusività della potestà legislative dello stato non solo nella determinazione dei LEA ( livelli essenziali delle prestazioni) ma anche nelle disposizioni generali e comuni per la tutela della salute e per le politiche sociali.
È poi previsto che alle Regioni resti “la potestà legislativa in materia di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali”
Questa riforma costituzionale è un tentativo di correzione dell’attuale bicameralismo perfetto che lascerebbe alla sola camera dei deputati la competenza legislativa ordinaria e soprattutto quella di dare fiducia al Governo.
Il nuovo Senato (ridotto nel numero dei suoi componenti)manterrebbe solo alcune competenze; solo ad es. nel caso di leggi che riguardano le competenze regionali il voto del Senato sarà obbligatorio.
Questo è un cambiamento necessario ed auspicabile in quanto la nostra Sanità ne uscirà rafforzata sul piano della garanzia di equità e uniformità dei LEA sul territorio nazionale.
Francesca Castellani ( coordinatrice regionale S&D  dei comitati del si Umbria)

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