partito domocratico

L’obiettivo è uno strumento che assicuri parità di trattamento e libera concorrenza per committenti e professionisti.
Il dibattito ha afforontato diversi aspetti, dalle garanzie del credito a una rilettura della natura retributiva del compenso fino al risultato economico quale garanzia della tenuta della  funzione sociale delle professioni e in particolar modo dell’avvocatura.
«Siamo alla fine della legislatura – commenta l’avvocato Alberto Vigani, coordinatore del convegno – e serve fare il punto sulla tutela delle professioni: siamo convinti che la garanzia di una sopravvivenza dei lavoratori iscritti agli ordini passi attraverso l’assicurare l’estensione dei diritti di cui all’art. 36 della Carta Costituzionale, già certificati per i lavoratori dipendenti, anche ai lavoratori autonomi ordinistici. Per questo, dopo i DDL sulla tutela dell’effettivo compenso per coloro che garantiscono l’accesso alla giustizia (gratuito patrocinio), sulle agevolazioni per il recupero del credito professionale e per la certezza dell’equo compenso, si deve ora far diventare i loro valori e principi quale patrimonio acquisito di un cammino legislativo che porti a farli diventare una realtà compiuta. Di ciò vogliamo parlare per far nascere un dibattito che sia chiamata alle armi per tutte le dirigenze professionali».
“I mesi di battaglia comune per l’Equo Compenso, dalla manifestazione di Noi Professionisti al.Convegno di oggi hanno già prodotto un risultato concreto: la prossima settimana la Commissione Giustizia della Camera inizierà l’esame delle pdl giacenti cui si aggiungerà il ddl Orlando in via di approvazione dal Consiglio dei Ministri” così il segretario della Commissione Bicamerale Antimafia Marco Di Lello (Pd) intervenendo al convegno in corso presso la Biblioteca della Camera organizzato da varie sigle forensi
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