ndrangheta

bastianelli7“A Rossano Calabro viene annullato il concerto di un giovane gruppo di donne alla festa in onore di San Pio in quanto, data la presunta omosessualità delle componenti, sarebbe un’offesa alla morale cattolica della comunità. Il gruppo in questione si chiama “Le Rivoltelle” e sono certamente più note nel territorio per le loro battaglie piuttosto che per i loro gusti sessuali. Una loro canzone è “Io non m’inchino” e la domanda sorge spontanea. In una regione dove la ‘ndrangheta la fa ancora da padrone, chissà quanto si offende Nostro Signore quando durante le processioni qualche buon uomo lo inchina di fronte alla casa del boss di turno? Mi chiedo anche se ad essere offesa sia la comunità cattolica perché le lesbiche non avrebbero diritto di cantare o se sia proprio il titolo di quella canzone ad aver offeso qualche gentiluomo abituato agli inchini. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il Vescovo e se è d’accordo con gli organizzatori o piuttosto con Papa Francesco che dice che siamo tutti figli di Dio” – così in una nota la coordinatrice nazionale dei Socialdem Claudia Bastianelli

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

marco di lello, antimafia, partito democratico, juventus, ndrangheta, bagarinaggio, infiltrazioni“A pochi giorni dall’approvazione della Relazione su Mafia e Giochi le indagini in corso sui rapporti tra ‘Ndrangheta e tifoseria della Juventus aprono uno squarcio inquietante che va oltre l’immaginato. Mi accingo per questo a depositare una interrogazione urgente al Governo chiederò oggi stesso una Audizione in Antimafia del Procuratore di Torino e dei vertici della Juventus Fc” – così Marco Di Lello (Pd) segretario della Commissione Bicamerale Antimafia

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

marco di lello, rai parlamento, pd, socialisti & democratici, sicurezza in campania, napoli, antimafia, sviluppoSu vertice capi clan reggini presto audizione in antimafia

“Il pericolo del ritorno di una cruenta guerra di mafia è fondato. Con la crisi è aumentato il tasso di violenza delle cosche. Si sono rotti determinati equilibri anche all’interno della criminalità organizzata perciò lo Stato ha il dovere di alzare il livello di attenzione. Abbiamo condiviso una recente esperienza a Napoli in cui 250 militari dell’esercito hanno liberato altrettante forze di polizia da compiti di presidio di obiettivi sensibili e posti di blocco. Pur sottolineando che garantire l’ordine pubblico non è compito della Commissione Antimafia, quello di impiegate le forze armate mi sembra un modo intelligente di usare al meglio le nostre risorse. Noi dobbiamo intervenire per evitare una nuova recrudescenza”. Lo ha dichiarato il deputato del Partito Democratico Marco Di Lello, Segretario della Commissione Bicamerale Antimafia, intervistato da Klaus Davi per il programma KlausCondicio on air su YouTube al link https://www.youtube.com/user/klauscondicio.

In merito al vertice di ‘ndrangheta svoltosi nel 2005 a Reggio Calabria la mattina dell’omicidio di Francesco Fortugno  all’ epoca vicepresidente del Consiglio Regionale   e che ha visto come protagonisti i boss Paolo Rosario De Stefano, Pasquale Libri e Paolo Schimizzi , il parlamentare Di Lello annuncia : “nei prossimi giorni chiederò di calendarizzare un’audizione in commissione antimafia sul vertice di ‘ndrangheta tenuto il giorno dell’omicidio Fortugno. Credo che un approfondimento in tal senso vada fatto e non escludo di sentire coloro i quali indagarono ai tempi sulla vicenda (tra questi i funzionari della questura di allora che non furono mai sentiti ) . Pur nel rispetto delle sentenze e dei processi, credo comunque che un fatto così grave per la nostra Repubblica meriti un adeguato approfondimento. Angela Napoli in più occasioni ha segnalato che questa cosa andava fatta già ai tempi dell’indagine e questo è innegabile. Non possiamo lasciare zone d’ombra. Il tema dell’intreccio tra politica e mafia per noi è centrale, quindi nell’approfondire facciamo solo il nostro lavoro. Credo – conclude il segretario – che nessuno abbia interesse a negare il nostro impegno a indagare in profondità”.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail