Socialismo

nencini dimissioni“Anziché rispondere alle accuse gravissime certificate da due diversi provvvedimenti del Tribunale di Roma che annullano, primo caso in Italia, le risultanze congressuali che lo ha eletto segretario Psi, il senatore Nencini non riesce a far altro che offendere me con un ruggito degno di un coniglio. Mi domando come sia possibile la permanenza al Governo di un parlamentare che secondo la Giustizia ha alterato gli elenchi degli iscritti e fatto approvare elenco di delegati in bianco, con pratiche che ricordano il peggior Ceaucescu. Se avesse un po’ di dignità non avrebbe alternative alle dimissioni, da segretario del Psi e da sottosegretario. Mi dispiace solo per una comunità, quella piccola rimasta nel Psi, che non meritava quest’ ultima deprimente mortificazione”- così il deputato Marco Di Lello, segretario della commissione bicamerale antimafia.
Gli fa eco Claudia Bastianelli, coordinatrice nazionale Socialdem- “La sentenza da parte del Tribunale di Roma di un tesseramento poco chiaro del Psi e del conseguente annullamento dell’ultimo congresso nazionale socialista è solo una conferma di tanti dubbi sulla gestione del partito da parte del suo segretario Nencini. Un Segretario da oggi ufficialmente illegittimo. Per chi ha amato quel simbolo è profondamente triste vedere che il Partito più antico d’Italia venga infangato per mano di chi ne avrebbe dovuto garantire quantomeno il rispetto della storia. È altrettanto triste che sia la magistratura e non la politica a dire la parola fine a quella che è stata orgogliosamente la casa di molto di noi. Purtroppo abbiamo avuto ragione ad andarcene nella consapevolezza che una battaglia politica leale non avrebbe avuto spazio in un partito del genere.”
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claudia bastianelli, socialisti e democratici“Nei giorni scorsi il Comune di Roma ha sfrattato Fondazione Modigliani dalla sua storica sede, nel silenzio e indifferenza generale. Abbiamo così deciso di rispondere all’appello del Prof. Belardelli pubblicato da Corriere della Sera e di presentare un’interrogazione al Ministro Franceschini a firma del deputato Marco Di Lello (Pd). La storia del socialismo italiano è in gran parte racchiusa negli archivi della Fondazione e, seppur consapevoli che lo sfratto arriva a seguito della forte azione contro lo scandalo di Affittopoli messa in campo dal Commissario di Roma Tronca, riteniamo che ci siano delle realtà culturali che vanno sempre difese quali vere e proprie ricchezze. La Fondazione ha continuato a pagare regolarmente il suo affitto e, sarebbe cosa buona e giusta da parte delle istituzioni, trovare una soluzione alternativa affinchè il patrimonio storico, culturale e politico non vada disperso. La storia di Modigliani e del Socialismo italiano non si può e non si deve cancellare perchè senza memoria non c’è (buon) futuro” – cosi Claudia Bastianelli, coordinatrice nazionale dei Socialdem in una nota.

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bastianelli7“Abbiamo sempre saputo e sostenuto che la questione socialista, cioè di una sinistra con radici nella storia italiana oltre che in Europa, che mette al centro i problemi sociali e le diseguaglianze, non era archiviata, anzi è la questione cruciale per fare del Partito Democratico una forza adeguata ai tempi e ai compiti del moderno riformismo. Bene quindi che Rossi, presidente della Regione Toscana e candidato alla segreteria del Pd, tra gli altri, sollevi a sua volta la questione socialista nella sua dichiarazione di ieri, e non vediamo l’ora di discuterne con lui. Aggiungo solo che  una grande questione di identità che dovrebbe essere assunta da tutto il partito non può essere ridotta a bandiera di una corrente, anche perchè sarebbe una disdetta che nel PD, grande partito italiano nel PSE, il socialismo finisse in minoranza. È con questo intento che qualche mese fa abbiamo aderito al Partito Democratico e fondato l’associazione Socialisti&Democratici, rifiutando l’idea di essere una corrente ma piuttosto un cantiere di idee e proposte capaci di far incidere quei valori a cui anche Rossi fa riferimento e a cui tutto il Pd oggi dovrebbe guardare.  A partire dall’antico internazionalismo socialista che  significa preservare la pace e la convivenza tra popoli e culture, all’accoglienza dei profughi e la promozione della democrazia, contro la retorica della guerra di civiltà;  l’europeismo di Eugenio Colorni, Jacques Delors e Willy Brandt (e direi anche del Craxi del vertice di Milano del 85, quando battemmo la Thatcher del “I want my money back”) per gli Stati Uniti d’Europa, contro l’Europa dell’austerità obbligatoria. Valori che pongono attenzione alla modernità intesa non come fredda modernizzazione tecnica, ma piuttosto come apertura alle istanze nuove che emergono dalla società, che la politica deve recepire, e che oggi, in termini di diritti civili, significa affrontare la richiesta crescente di leggi per un fine vita dignitoso, il testamento biologico, le adozioni per le coppie omosessuali, il diritto di voto locale ai residenti non europei.
Valori e programmi del socialismo, in questo senso, sono eredità troppo ingombrante per farne strumento di lotta congressuale. Meglio che tutti, nel Pd, maggioranza e minoranze, mettano in agenda i necessari conti con la Storia”

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Anna Kuliscioff, marco di lello, socialisti e democratici

Il volume sarà presentato, in collaborazione con la Fondazione Argentina Altobelli, il giorno 2 dicembre 2015, alle ore 9,30, a Roma, presso il Senato della Repubblica (Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, Piazza della Minerva 38).

 

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