Politica

Giuseppe_Lauricella_daticameraLa posizione assunta da Matteo Renzi e dal suo governo nei confronti dell’Unione europea offre l’idea di una volontà di cambiamento in ordine alla politica economica. Superare la politica del rigore e dell’austerità in favore di una politica keynesiana: investimenti pubblici per la crescita.
Oggi viviamo la condizione di difficoltà dovuta a scelte sbagliate, figlie di un’ideologia liberista, in cui pochi hanno assunto il controllo delle scelte dei vari governi nazionali, anche attraverso l’uso funzionale del sistema europeo. Liberismo che pone come fine il profitto al posto di una politica riformista che pone come fine il benessere dell’uomo. Il liberismo, dunque, per raggiungere il fine  del profitto (di pochi) è pronto a sacrificare il diritto e la dignità dei molti.
L’Europa, quale unione di Stati per un unico popolo, era nata dall’idea di Spinelli, il quale pensava ad uno spazio democratico e solidale, attraverso il quale riunire tutti gli Stati e i popoli che fino ad allora erano stati avversari sul campo di battaglia, nella seconda guerra.
Un’Unione capace di costruire uno Stato federale, in cui, in nome della comune solidarietà e della pace, gli egoismi nazionali cedessero di fronte ad uno stato unificante, sovrano, capace di governare per il popolo europeo senza prevaricazioni o parzialità.
Ad oggi, questa aspirazione è ancora tale. Sono prevalse le posizioni di forza, non più basate sulle armi militari ma sulle armi finanziarie.
La federazione non è nata ma è cresciuto un ibrido istituzionale, che poggia sulla burocrazia e sulla forza economica e finanziaria la natura dell’Unione stessa.
Perfino la nostra Costituzione repubblicana era stata concepita in ragione della solidarietà e della giustizia sociale. Un’identità scolpita nei principi fondamentali e nel modo in cui era stato formulato l’articolo 81 della Costituzione, che concepiva l’idea di uno Stato che interviene attraverso la spesa per investire in funzione della crescita e dunque in funzione del lavoro, principio su cui si fonda la stessa Repubblica democratica. Ci hanno raccontato di tutto per giustificare la manovra liberista che ci hanno imposto.
Nel 2011, il governo di centrodestra con la complicità del partito democratico di allora, e nel 2012 con il governo Monti, si inflisse un colpo decisivo alla instabile situazione economica e sociale dell’Italia: venne modificato l’articolo 81 della Costituzione e con esso – introducendo il principio del pareggio (rectius, equilibrio) di bilancio – venne sfregiata la natura stessa della nostra Costituzione. Con il pareggio di bilancio si vincola l’azione di governo al rigore, con tagli della spesa pubblica e aumento delle tasse, creando, in uno stato di crisi economica, un macigno sul lavoro, le imprese, fino all’aumento della disoccupazione, dovuta al crollo della domanda interna, ovvero dei consumi.
Insomma, lo Stato non interviene più a finanziare gli interventi pubblici, cala l’investimento, manca il lavoro alle imprese che falliscono o si ridimensionano, portando disoccupazione e dunque crollo del consumo. Questo è avvenuto. E ora dobbiamo recuperare cambiando alla radice.
Oggi Renzi e, a questo punto, anche Draghi dicono basta alla politica di austerità per aprire ad interventi pubblici, che, attraverso gli investimenti, rilancino l’economia e dunque il lavoro e, di conseguenza, i consumi. Insomma investimenti e calo delle tasse per la crescita. Sarebbe ora di tornare al modello keynesiano, come sosteniamo da sempre.

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valeria valente, marco di lello, primarie napoli, sindaco napoli“Nonostante una surreale rappresentazione giornalistica la candidatura di Valeria Valente e’ larghissimamente condivisa dalla maggioranza del Pd, a Napoli come a Roma. Una candidatura capace di coniugare innovazione competenza ed esperienza: qualita’ che porteranno il Pd nuovamente al governo della citta’. Con buona pace di quanti ancora in queste ore hanno lavorato perche’ si perdessero le elezioni relegando la citta’ ad una marginalita’ che non merita” – cosi Marco Di Lello, segretario della commissione antimafia, commenta la candidatura di Valeria Valente alle primarie nella città di Napoli.

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Il consigliere Psi straccia la tessera

by Socialdem on

CHI E’ GIAN PAOLO SANNA:
Sorso 14.800 abitanti, terza città più grande della provincia di Sassari. Alle primarie 2013 in Sardegna il PSI si presenta con Simone Atzeni che a Sorso prende 100 voti esattamente quanti ne ha presi a Cagliari città. Gian Paolo Sanna si presenta alle regionali come candidato è risulta essere il più votato di tutta la provincia, alle amministrative del 2014 si candida nella sua città dove comunque aveva già fatto l’Assessore e si ripresenta con la coalizione di centro sinistra che subisce una sonora sconfitta. Ma Gian Paolo Sanna risulta essere comunque il più votato con 421 voti personali su 2400 di lista ed unico rappresentante socialista eletto in tutta la provincia di Sassari, Sassari compresa.

 

marco di lello, socialisti & democratici, partito democratico, sorso, sassari, gian paolo sannaSORSO 15 Gennaio 2015

Comunicato stampa

Oggetto: dimissioni da componente della segreteria regionale

Con la presente sono a rassegnare le mie dimissioni dalla carica di componente della segreteria regionale e di tutti gli incarichi connessi all’interno dello stesso.
Non esistono più da tempo le condizioni per una mia permanenza nell’incarico affidatomi: da mesi non mi riconosco più nel profilo e nell’azione condotta dal Partito Socialista e ho deciso di non rinnovare la mia iscrizione al partito.
Si può essere minoranza o maggioranza, ma quando non si intravede un orizzonte ideale condiviso allora arriva il tempo delle scelte, anche se difficili e dolorose.
Ho scommesso e condiviso fortemente la proposta di rinnovvamento per una ripartenza con la candidatura di Simone Atzeni per rilanciarne l’azione iniziando dalle primarie in Sardegna ma oggi prendo atto del fallimento di quel progetto.
L’illussione e andata affievolondosi ulteriormente con l’uscita di Peppino Balia segretario regionale capace e carismatico al quale da sempre sono legato.
Di fatto la parola partito significa di parte cosa che in questo momento non mi sento per cui porterò avanti il mio mandato come capogruppo nel consiglio comunale della mia città autonomamente senza per questo venir meno alle tematiche che riguardano il pubblico interesse.

Cordiali saluti
Gian Paolo Sanna

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“Un atto che non riuscirà a intimidire o a fermare l’azione che come Socialisti e democratici stiamo portando avanti, in una regione che ne ha bisogno, sulla legalità e sulla trasparenza”. Lo afferma il deputato di Socialisti & Democratici Marco Di Lello commentando il caso che ha visto coinvolto a Catanzaro il presidente dell’associazione S&D e segretario della Uil Com Fabio Guerriero, che ha sporto denuncia contro ignoti per furto e danneggiamenti della vettura.
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Socialisti e democratici, marco di lelloUn cantiere di idee e non l’ennesima corrente” con questo slogan e’ stata presentata oggi a Milano nei locali del Pirellone, l’associazione S&D , che riunisce tre parlamentari e centinaia di amministratori locali di estrazione socialista che lanciano la sfida della “contaminazione ” del Partito Democratico. La tappa milanese, moderata da Edmondo Rho, ha visto la partecipazione del Segretario regionale del Pd lombardo Alessandro Alfieri,  del capogruppo Pd in consiglio regionale Enrico Brambilla, del Presidente della Fondazione Saragat, e dei vertici dell’associazione S&D, il brianzolo Roberto Vertemati,  il Presidente Fabio Guerriero, la coordinatrice Claudia Bastianelli e le conclusioni del deputato Marco Di Lello, segretario dell’Antimafia ed ispiratore del progetto.
“Milano e la Lombardia sono stati la culla del riformismo : da qui può e deve venire la spinta ideale per far correre l’Italia. Noi socialisti e Democratici non potevamo non ripartire da qui”   ha concluso Di Lello

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“Anche Socialisti&Democratici partecipa all’iniziativa #italiacoraggio in questo week. Saremo infatti presenti con oltre 20 tavoli organizzati in raccordo con i segretari provinciali del Pd in tutta Italia. Si tratta dei primi passi degli aderenti a S&D insieme al Partito Democratico con la volontà di collaborare e sentirsi parte di una squadra.”- cosi in una nota Claudia Bastianelli, coordinatrice nazionale dell’associazione Socialisti&Democratici

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marco di lello, socialdem, socialisti e democratici“Non una corrente ma un cantiere di idee per contaminare il piu’ grande partito progressista d’ Europa, il Pd. Portando la piu’ straordinaria idea del 900 nel secolo nuovo” cosi’ l’ ex capogruppo Psi alla Camera Marco Di Lello, che insieme ai colleghi Lello di marco di lello, socialdem, socialisti e democraticiGioia e Giuseppe Lauricella ha promosso S&D, ha concluso i lavori della prima iniziativa pubblica dell’ associazione che riunisce i Socialisti che guardano al Pd, tenutasi stamani in un gremito Teatro Sannazzaro di Napoli.

I lavori, aperti dalla coordinatrice Claudia Bastianelli in una scenografia da “cantiere” con caschi e attrezzi di lavoro ed un semaforo a dare i tempi, hanno visto alternarsi al microfono socialisti e democratici di varia estrazione, dal sottosegretario Umberto Del Basso De Caro a Gennaro Migliore, da Felice Iossa a Luigi Simeone a Valeria Valente, da Stefano Graziano a  Massimilano Manfredi agli ex assessori bassoliniani Teresa Armato e Mariano d’Antonio fino alla dimissionaria segraletaria Uil Anna Rea.

Sono stati inoltre letti alla platea i messaggi inviati da Gianni Pittella, presidente gruppo parlamentare Pse e di Susy Tartaglione segretaria regionale Pd marco di lello, socialdem, socialisti e democraticiCampania. “Investire nel mezzogiorno è la precondizione per far crescere l’Italia” ha aggiunto Lello Di Gioia. Le prossime iniziative della neonata associazione a Perugia il 10 ed a Milano il 14 dicembre.

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