23/06/2016

giuseppe lauricella, partito democratico, socialisti & democratici, elezioni amministrativeFacile dire ‘l’avevo detto’. Ma nel caso di Giuseppe Lauricella, costituzionalista e deputato del Pd, e’ anche vero: in commissione Affari costituzionali alla Camera giace una proposta a sua firma che parte dal presupposto che possa verificarsi quello che e’ successo ieri ai ballottaggi per le comunali: che M5s e centrodestra confluiscano al secondo turno e sconfiggano il Pd.

“Ma varrebbe la stessa cosa se ieri avesse vinto il Pd. Il mio ragionamento parte da una constatazione di sistema. Se al primo turno una forza politica raccoglie il 20 per cento dei voti e un’altra il 40 per cento, la prima puo’ vincere al ballottaggio con un forte effetto distorsivo sulla rappresentanza politica. E’ l’effetto Parma. A livello nazionale si traduce nell’attribuzione del premio di maggioranza previsto dall’italicum: il 55 per cento dei seggi”, spiega Lauricella, “Indipendentemente da chi vince questa sproporzione rappresenta un problema. Non capirlo puo’ essere un errore esiziale. Per questo ho depositato a novembre una proposta di legge che invoca un ragionamento di buon senso: sopprimere il doppio turno e assegnare un premio di maggioranza alla lista che raggiunge il 40% dei consensi. Se nessuno la raggiunge si applica il proporzionale puro sempre mantenendo la soglia di sbarramento al 3%”.

In sostanza significa dire addio al ballottaggio, e limitare l’aspirazione maggioritaria al primo turno.

“Significa coniugare la governabilita’ con la rappresentanza politica non in astratto ma nel sistema politico italiano. Che e’ un sistema tripolare. Se nessuno raggiunge il 40 per cento al primo turno, che male c’e’ a fare un governo di coalizione, ragionando su un programma condiviso? E’ quello che succede in Germania, dove ci hanno pure messo tre mesi e mezzo per fare il governo ma poi hanno un esecutivo stabile. Ripeto: il governo di coalizione non e’ uno scandalo”. 

Altri, come la minoranza Pd e i centristi, propongono il ritorno al premio di coalizione, al posto del premio di lista.

“Quello sarebbe un errore madornale- spiega Giuseppe Lauricella- perche’ si tornerebbe al meccanismo del governo Prodi, favorendo accozzaglie elettorali allo scopo di vincere, e solo in secondo luogo, di governare. Tutti insieme per avere un voto in piu’ alle elezioni. Poi, quando si deve governare, via libera alle aspirazioni di ogni forza politica che sia in grado di esercitare un ricatto sulla maggioranza e sul governo. Folle”.

Ma sul ‘Lauricellum’, resta da convincere il partito, e in particolare il premier.

“L’italicum e’ figlio delle suggestioni che le idee, spesso mutevoli, del professore D’Alimonte hanno esercitato sul Pd. Rispecchia l’idea che il sistema politico si sarebbe bipolarizzato. Oggi vediamo che non e’ cosi’. Io lo avevo capito per tempo. Ho depositato la mia proposta due anni fa. A Renzi l’ho detto, e lui allora non era d’accordo. Ora spero si sia convinto. Io in ogni caso alla prima occasione utile lo faccio nuovamente presente. 

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de magistris, napoli, aministrative, affluenza voto, partito democratico“Il risultato delle votazioni napoletane di ieri porta all’ elezione di un Sindaco scelto da appena un napoletano su 5, e dunque De Magistris rifletta su tale dato. Ma se nonostante 4 elettori su 5 non lo abbiano votato il Pd non sia andato neanche al ballottaggio è ancora più evidente il deficit di credibilità del Pd napoletano. Ma sia chiaro che chi non ha saputo negli anni scorsi costruire e negli ultimi mesi ha contribuito a distruggere ha meno titolo di altri per parlare.”  Così su Facebook il segretario della Commissione Bicamerale Antimafia Marco Di Lello  ( Pd)

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BRITAIN FIRST? NO. PEOPLE FIRST!

by Socialdem on

brexit, cox, claudia bastianelli, partito democraticoBrexit, Jo Cox. Oggi è questo il nome che diamo all’Europa. Un anno fa si chiamava Grexit, non ci fu sangue ma una profonda cicatrice si. Luglio 2011, Utoya. Non ci fu referendum, ci fu morte.
Jo e quei giovani socialisti avevano in comune non solo la grande famiglia europea degli ideali socialisti, ma anche quella passione per la politica e per l’Europa unita che i nazionalisti no, non possono accettare, che i nazionalisti vogliono annientare, uccidere e dunque far vivere con ancora più forza.
Cosa sta succedendo? Che fine ha fatto quell’Europa che sognavano Willy Brandt o Olof Palme, l’Europa di Spinelli o Capitini? Che responsabilità hanno loro se oggi ci sono Paesi che dall’Europa vogliono uscire? Se quei nazionalismi tornano prepotenti con la morte in mano?
Il buon Camillo Benso Conte di Cavour forse avrebbe detto: fatta l’Europa, bisogna fare gli europei. Ecco, è qui che forse l’anello di quella catena si è spezzato. Possiamo girare liberi nei confini di Schengen, abbiamo una moneta unica, ma non basta, non può bastare!
Chi di noi si sente prima europeo e solo poi italiano? Chi di noi non mai scambiato l’UE per una signorina Rottermeier con la bacchetta in mano se i conti non erano a posto, che poi però sparisce quando alle porte bussano migliaia di disperati e rifugiati? Quanto davvero quei nazionalismi che hanno insanguinato il continente nella prima metà del secolo scorso sono stati annientati? In Svezia, in Inghilterra ma anche in Austria, in Ungheria e pure in Italia. Come i grandi partiti europei, dai socialisti ai popolari, hanno provato ad arginare tutto questo?
Gli Stati Uniti d’Europa non possono restare un sogno. E per un’Europa più politica, servono partiti europei capaci di appassionarsi a quel sogno e trasformarlo in realtà.
Jo è morta mentre stava facendo esattamente questo. Sta a noi, tutti, oggi rispondere a quel pazzo che l’ha uccisa.
Come? Britain first? No. People first!

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marco di lello, raccolta firme referendum costituzionale, napoli, banchetti, partito democratico, italia che dice siContinua la raccolta firma per il referendum Costituzionale. Stamattina sono in 148 quelli  che hanno firmato la richiesta presso il Gazebo del Lungomare di Bagnoli allestito da Socialisti&Democratici Napoli associazione del Pd ispirata dal segretario della Commissione Bicamerale Antimafia Marco Di Lello  (foto) e che a Napoli è guidata da Felice Iossa Peppe Balzamo e Vincenzo Scognamiglio. La raccolta firme continuerà per l’intero week end a Fuorigrotta, nei locali di via Cinthia 36, a Piscinola e a Scampia. – “La passione non va in vacanza – ha spiegato Di Lello  – anziché cimentarci in improbabili endorsement  torniamo tra la gente per spiegare e raccontare le cose fatte , ieri l’ abolizione dell’Imu e oggi la Riforma Costituzionale. Altri continuano a fare promesse irrealizzabili. Noi a raccontare quelle già realizzate: solo così a Napoli potremo ritornare ad essere interlocutori credibili della citta’.”

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jo cox, claudia bastianelli, brexit, partito democratico, partito laburista“Jo Cox è stata brutalmente accoltellata mentre stava facendo campagna elettorale in Gran Bretagna per difendere un’idea di Europa per convincere gli inglesi a votare contro la Brexit. Un’Europa unita e più politica, un’Europa capace di lottare contro i nazionalismi che da sempre rappresentano il suo cancro peggiore. Un’idea di Europa che dovrebbe essere di tutti noi, anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo.” – così su facebook Claudia Bastianelli, coordinatrice nazionale dei SocialDem.

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jpg, marco di lello, italia che dice si, basta un si, partito democratico, socialisti e democratici, napoli, referendum costituzionale“La delibera contro il referendum non impegna certo la citta’, i cittadini sceglieranno con la propria testa, ma è l’ennesima conferma di come Napoli sia ostaggio delle mire politiche del Sindaco uscente, che non esita a “scambiarla” per le proprie mire personali. Non nel mio nome. E credo come me lo diranno centinaia di migliaia di napoletani. Domenica prossima e sopratutto nella domenica del referendum di ottobre”: così Marco Di Lello deputato socialista del Pd e Segretario della Commissione Bicamerale Antimafia. – “Vorrei sapere quelli  (pochi in vero) che del Pd si sono schierati con il sindaco Masaniello cosa pensano sul punto” conclude Di Lello

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bastianelli7“Finalmente l’Italia ha una legge che pensa ai disabili e alle loro famiglie. Oggi, con il voto definitivo alla Camera, abbiamo dato una risposta a tutti quei genitori che vivono nel terrore di cosa accadrà ai loro figli quando loro non ci saranno più. Lo Stato per troppi anni non li ascoltati, li ha evitati, allontanati. Oggi grazie all’impegno preso e mantenuto dal Presidente Renzi, abbiamo una legge che guarda a loro, una legge che gli tende la mano.” – così Claudia Bastianelli, coordinatrice nazionale dei SocialDem commenta l’approvazione del testo sul Dopo di Noi – “Una sola nota stonata, brutta, triste. I deputati grillini, così come accade in Senato qualche settimana fa, hanno votato contro. Ma si sa, la propaganda per loro vale più della giustizia sociale” conclude Bastianelli
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BastianelliDopo qualche ora dalla chiusura delle urne, qualche riflessione.
Intanto grazie a tutti i candidati iscritti a S&D che si sono messi in gioco con risultati importanti. Complimenti su tutti al nostro Sindaco eletto a Massa di Somma (Na). Un grande in bocca al lupo a Leonardo Maruzzii candidato Sindaco del centrosinistra al ballottaggio a San Giovanni Rotondo, dove segnalo un dato su tutti: la lista civica di S&D ha raggiunto il 5,6%!

I dati che ci giungono dalle principali città italiane ci dicono principalmente due cose.

1) Tranne che a Roma (dove era del tutto prevedibile) e a Torino, il M5S non sfonda e, laddove c’è una demagogia diversa, i grillini cedono terreno (vedi Napoli con De Magistris). Fragile, molto fragile, il risultato della Lega Nord a Milano (quasi doppiata da FI) e a Torino. Fare del voto amministrativo un dato nazionale è dunque profondamente sbagliato e deviante.

2) Il Pd ha rotto gli schemi a livello nazionale, proponendo una classe dirigente capace di fare riforme e politica. Stessa cosa non si può dire dei territori, dove vecchie logiche e incrostazioni hanno ancora il sopravvento, con risultati conseguenti spesso deludenti. Matteo Renzi dice che commissariera’ il Pd di Napoli che ne è il principale esempio, ma non l’unico. Un Partito “liquido” non regge. Serve irrobustire il gruppo dirigente e le parole del Segretario lasciano ben sperare in questa direzione.

Non è finita, abbiamo di fronte a noi 2 settimane importanti. Vincere Torino, Milano, Bologna, Roma, Assisi e tutti i ballottaggi che ci vedono in campo è la priorità.

Subito dopo analizzeremo i risultati, in ogni città e in ogni regione, perché ciascun dirigente si assuma oneri e onori. Adesso, compatti, #andiamoavincere!

Claudia Bastianelli
Coordinatrice Nazionale S&D

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marco di lello, antimafia, quarto, socialisti & democratici“Un buon lavoro di squadra che non a caso ha visto un voto unanime della Commissione. Ma l’esperienza acquisita ed il ritardo con cui anche quest’anno si è arrivati all’esito della verifica impone una riflessione all’intero Parlamento perché trovi nuovi strumenti normativi per consentire non solo alle Istituzioni preposte ma anche ai Partiti di verificare preventivamente non solo la candidabilita’ ma anche l’opportunità di qualche candidatura.” cosi Marco Di Lello  (Pd) segretario della Commissione Bicamerale Antimafia.  “In sede penale, infatti, non si può e non si deve derogare dalla tipizzazione dei reati ma  appare utile e giusto offrire ai Partiti elementi di conoscenza che pur non integrando fattispecie di reato possono indurre ad una riflessione sulla opportunità di candidature legate da frequentazioni o vincoli familiari con esponenti malavitosi. Anticipare i tempi per la presentazione delle liste per consentire uno screening comune con la magistratura inquirente potrebbe servire a togliere alibi a chi non vuole vedere ed aiutare quanti la lotta alla mafia vogliono farla sul serio ” conclude Di Lello

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